Page

Author Archives: matteo

  • -

Cosa sono e quali sono i titoli abilitativi

Tags : 

Il dlgs 222/2016 che modifica il dpr 380/2001 ci indica i 5 titoli abilitativi edilizi:

  • edilizia libera (nessun titolo)
  • CILA (comunicazione inizio attività asseverata)
  • SCIA (segnalazione certificata di inizio attività)
  • super SCIA (segnalazione certificata di inizio attività alternativa al permesso di costruire)
  • PdC (permesso di costruire)

Cosa posso fare in Edilizia libera?

  • gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW
  • gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio
  • le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato
  • i movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari
  • le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni, previa comunicazione di avvio lavori all’amministrazione comunale
  • le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati
  • i pannelli solari, fotovoltaici, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444
  • le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici

Bisogna però rispettare:

antisismica
sicurezza
antincendio
questioni igienico-sanitarie
efficienza energetica
tutela dal rischio idrogeologico
codice dei beni culturali e del paesaggio

Qui tutti i lavori permessi senza titoli abilitativi

Quando posso utilizzare la CILA

Gli interventi non riconducibili ad edilizia libera, SCIA o a permesso di costruire vedi sotto (artt. 6, 10 e 22 del dpr 380/2001) sono realizzabili previa comunicazione asseverata di inizio lavori. Il committente attraverso il tecnico trasmette al comune l’elaborato progettuale e la comunicazione di inizio dei lavori

La comunicazione contiene i dati identificativi dell’impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori.

Devono comunque essere rispettate le prescrizioni di:

  • strumenti urbanistici
  • regolamenti edilizi
  • disciplina urbanistico-edilizia
  • norme antisismiche
  • norme di sicurezza
  • norme antincendio
  • norme igienico-sanitarie
  • norme sull’efficienza energetica
  • norme sulla tutela dal rischio idrogeologico
  • ilcodice dei beni culturali e del paesaggio (dlgs. 42/2004)

SCIA (segnalazione certificata inizio attività)

  • interventi di manutenzione straordinaria qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio
  • gli interventi di restauro e di risanamento conservativo qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio
  • ai sensi dell’art. 3 del dpr 380/2001, sono ”interventi di manutenzione straordinaria” le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso
  • interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere, anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’ uso.
  • gli interventi di ristrutturazione edilizia che:
    • non portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente
    • non comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti limitatamente alle zone omogenee A,
    • non comportino mutamenti della destinazione d’uso,
    • non comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli ai sensi del dlgs 42/2004 le varianti a permessi di costruire che non incidono su parametri urbanistici e  volumetrie
    • non modificano la destinazione d’uso e la categoria edilizia
    • non alterano la sagoma dell’edificio sottoposto a vincolo (dlgs 42/2004)
    • non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire
  • le varianti a permessi di costruire che non configurano una variazione essenziale, a condizione che siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e siano attuate dopo l’acquisizione degli eventuali atti di assenso comunque denominati.

Quando è necessario il permesso a costruire?

  • gli interventi di nuova costruzione
  • gli interventi di ristrutturazione urbanistica
  • gli interventi di ristrutturazione edilizia che:
    • portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente
    • comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti
    • limitatamente alle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d’uso
    • comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli ai sensi del dlgs 42/2004
  • Tutti gli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio sono subordinati a permesso di costruire.

  • -

Differenza tra gazebo, tettoia, pergolato

Tags : 

Tettoia o pergolato: dal CdS le differenze
I giudici hanno evidenziato che il manufatto, essendo “una struttura in legno di circa 40 mq avente un’altezza che varia da mt. 2,50 a mt. 2,85 e copertura con teli plastificati” realizzata sul terrazzo della sua abitazione”, era assimilabile ad una tettoia e non ad un pergolato.

Se la struttura è “incidente sulla sagoma della struttura principale, di dimensioni non definibili “modeste”, nonché priva di un collegamento funzionale con il soddisfacimento di esigenze meramente temporanee allora è assimilabile a tettoia invece che pergolato

Non si poteva, quindi, assimilare la struttura ad un pergolato che “è una struttura realizzata al fine di adornare e ombreggiare giardini o terrazze, costituita da un’impalcatura formata da montanti verticali ed elementi orizzontali che li connettono ad una altezza tale da consentire il passaggio delle persone. Di norma è una struttura aperta su tre lati e nella parte superiore”. In questo caso non è richiesto alcun titolo edilizio.

Per la realizzazione di una tettoia, invece, è sempre necessario richiedere il permesso di costruire.

Quando il pergolato ‘diventa’ tettoia
Il consiglio di Stato ha chiarito anche che il “pergolato, quando è coperto superiormente, anche in parte, con una struttura non facilmente amovibile, diventa una tettoia, ed è soggetto alla relativa disciplina”.

Se la struttura presenta una copertura non precaria e transitoria allora non è un gazebo ma una tettoia e ci vuole il permesso di costruire.

La “pergotenda” è qualificabile come mero arredo esterno quando è di modeste dimensioni, non modifica la destinazione d’uso degli spazi esterni ed è facilmente ed immediatamente rimovibile, con la conseguenza che la sua installazione si va ad inscrivere all’interno della categoria delle attività di edilizia libera e non necessita quindi di alcun permesso”.


  • -

Love 3D oggetti 3D serie Vittoria

Cuore con scritta in corsivo

Immagine 1 di 9

Download video della stampante in funzione Video stampante 3D (10 download)

Prezzi
Cuori
Min €4,00
Med €6,00
Max €8,00

Box Cuore €15,00
info@ciardingegneria.com
+39 328 1676077

  • -

Tabella con tutte le trasformate a antitrasformaate di Laplace

Cliccando sul link sotto scarichi il file PDF con le funzioni nel dominio del tempo e le corrispondenti funzioni nel dominio di Laplace e viceversa.

Tabella con tutte le trasformate a antitrasformaate di Laplace (47 download)


  • -

Come scegliere una ditta lavoratore autonomo per i lavori di casa

Non sempre è facile affidare i lavori da fare a casa ad una ditta lavoratore autonomo. Dalla nostra esperienza vi scriviamo un po’ di considerazioni.

Il nostro motto è non fare tante cose male ma fare poche cose bene!

Molto spesso il basso costo del preventivo nasconde la scarsa qualità di materiali di scarsa e la scarsa qualità del lavoro prestato.

I materiali di basso prezzo si rompono ed hanno poca garanzia.

Il basso costo del lavoro della maestranza nasconde l’assenza di istruzione, esperienza e competenza dei lavoratori.

L’esperienza ci ha insegnato che i lavoratori di non storicità italiana applicano tariffe basse e sempre più frequente i committenti ovvero te che leggi, si lamentano a fine lavori del lavoro eseguito.

Per ovviare a queste problematiche e sintetizzare l’opinione di molti committenti vi abbiamo fatto una classifica delle cose da verificare prima di affidare i lavori ad una ditta o lavoratore autonomo:

Lavoratori di storicità italiana: in un cantiere bisogna parlare solo italiano perchè siamo in italia e se non ci si capisce si creano interferenze e danni tra i lavori. Molto spesso chi non è di storicità italiana non ha grandi titoli di studio e quindi poco performante soprattutto oggi dove le tecnoclogie si intercciano.

Storicità: ditte storiche, se una ditta è tanti anni che è presente sul mercato e non è fallita e rifalliata allora significa che ha clienti soddisfatti altrimenti sarebbe senza clienti e fallita.

Sito internet: verificare che la ditta abbia un sito web con informazioni dettagliate, la pagina facebbok e instagram non conferisce professionalità.

Aziende certificate ISO: se hanno la forza di potersi certificare allora hanno anche la forza organizzativa e tecnica di essere i miglioni nelle lavorazioni.


  • -

Sito fai da te WordPress

Tags : 

Vuoi maggiori informazioni? Contattaci con il format sotto oppure info@ciardingegneria.com

[contact-form-7 id=”32″ title=”Modulo di contatto 1″]


  • -

Come essere sicuri della qualità del legno strutturale per le case in legno

Tags : 

Come Riconosco se il legno della mia casa in legno è buono? La risposta è complessa o meglio non esiste. Come puoi leggere sotto ti viene fornito un legnoche ha delle marchiature ma solo il tempo può dimostrarti se la tua casa in legno ha legno buono oppure no. Il legno è vittima di: umidità, incendio, batteri. Questi tre elementi lo degradano con tempistiche diverse: l’incendio immediatamente, umidità è batteri in modo lento e spesso non visibile. Il legno è una fibra in continua mutazione con il passare delle stagioni (caldo-freddo; umido-secco) e questo comporta deformazioni con il conseguente scricchiolio della struttura.

TUTTI i materiali da costruzione per essere idonei all’utilizzo in cantiere e nei lavori in generale devono essere provvisti della marchiatura CE. Teoricamente questa marchiatura attesta che il produttore ha svolto la produzione, le lavorazioni ed i test seguendo le regole vigenti.

Chi è responsabile del legno strutturale della casa in legno? In cantiere è responsabile in Direttore dei Lavori per l’accettazione dei materiali. Deve verificare la correttezza e veridicità della documentazione che accompagna il legno e la deve conservare e consegnare al committente. I controlli di accettazione sono regolati dal punto 4 della UNI/TR 11499.

Garanzia della casa in legno? Il direttore dei lavori deve consegnare al committente, padrone di casa, tutti i documenti di accettazione che accompagnavano la fornitura di legno strutturale quando è entrato in cantiere. I controlli di accettazione sono regolati dal punto 4 della UNI/TR 11499.
Come verificare la qualità del legno strutturale per le case in legno?
Controlla che ci siano presenti le seguenti marcature nella documentazione che accompagna la fornitura:

  • legno massiccio a sezione rettangolare, marcatura secondo EN 14081 obbligatoria da settembre 2012;
  • legno lamellare incollato, marcatura secondo EN 14080 obbligatoria da dicembre 2011;
  • pannelli a base di legno, marcatura secondo EN 13986 obbligatoria dall’aprile 2004.


  • -

Principio di Sovrapposizione degli Effetti nei circuiti elettrici

Guida ed esercizio per calcolare le correnti di un circuito elettrico con il Principio di Sovrapposizione degli effetti


  • -

  • -

Quali problemi ha il calcestruzzo e o cemento armato?

Tags : 

Nell’immaginario collettivo profano il calcestruzzo o cemento armato è considerato il materiale da costruzione più resistente, solido, forte ed invincibile a tante condizioni non controllabili come il sisma, il vento e la pioggia. Ma non è prorpio così.

Per capire cosa vogliamo dire possiamo porre la seguente domanda:

Il calcestruzzo fornito è veramente quello che abbiamo richiesto? Come possiamo verificare che la mescola che paghiamo sia quella voluta?

Vengono fatte delle prove prelevando campioni di calcestruzzo fornito, ma non danno nessuna indicazione sulle ricette e sulla qualità dei componenti utilizzati che potrebbero degradare nel tempo. Ad esempio carbonatazione, riduzione dell’impermeabilizzazione, assorbimento di cloruri ed inquinanti.

La soluzione alle problematiche sopra indicate rimane, ad oggi, quella di selezionare ditte che hanno almeno la certificazione ISO 9001:2015 (ricordiamo che la ISO 9001:2008 è stata superata nel 2015 da una più efficiente). Con questa particolare certificazione l’azienda è obbligata a fornire una serie di documenti che dimostrano la qualità dei componenti e processi utilizzati per preparare il calcestruzzo.

Un approfondimento sul tema che fa riflettere è affrontato da Ingenio a questa pagina.


Cerca nel sito

Utenti Online