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Author Archives: matteo

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Differenza tra gazebo, tettoia, pergolato

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Tettoia o pergolato: dal CdS le differenze
I giudici hanno evidenziato che il manufatto, essendo “una struttura in legno di circa 40 mq avente un’altezza che varia da mt. 2,50 a mt. 2,85 e copertura con teli plastificati” realizzata sul terrazzo della sua abitazione”, era assimilabile ad una tettoia e non ad un pergolato.

Se la struttura è “incidente sulla sagoma della struttura principale, di dimensioni non definibili “modeste”, nonché priva di un collegamento funzionale con il soddisfacimento di esigenze meramente temporanee allora è assimilabile a tettoia invece che pergolato

Non si poteva, quindi, assimilare la struttura ad un pergolato che “è una struttura realizzata al fine di adornare e ombreggiare giardini o terrazze, costituita da un’impalcatura formata da montanti verticali ed elementi orizzontali che li connettono ad una altezza tale da consentire il passaggio delle persone. Di norma è una struttura aperta su tre lati e nella parte superiore”. In questo caso non è richiesto alcun titolo edilizio.

Per la realizzazione di una tettoia, invece, è sempre necessario richiedere il permesso di costruire.

Quando il pergolato ‘diventa’ tettoia
Il consiglio di Stato ha chiarito anche che il “pergolato, quando è coperto superiormente, anche in parte, con una struttura non facilmente amovibile, diventa una tettoia, ed è soggetto alla relativa disciplina”.

Se la struttura presenta una copertura non precaria e transitoria allora non è un gazebo ma una tettoia e ci vuole il permesso di costruire.

La “pergotenda” è qualificabile come mero arredo esterno quando è di modeste dimensioni, non modifica la destinazione d’uso degli spazi esterni ed è facilmente ed immediatamente rimovibile, con la conseguenza che la sua installazione si va ad inscrivere all’interno della categoria delle attività di edilizia libera e non necessita quindi di alcun permesso”.


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Come scegliere una ditta lavoratore autonomo per i lavori di casa

Non sempre è facile affidare i lavori da fare a casa ad una ditta lavoratore autonomo. Dalla nostra esperienza vi scriviamo un po’ di considerazioni.

Il nostro motto è non fare tante cose male ma fare poche cose bene!

Molto spesso il basso costo del preventivo nasconde la scarsa qualità di materiali di scarsa e la scarsa qualità del lavoro prestato.

I materiali di basso prezzo si rompono ed hanno poca garanzia.

Il basso costo del lavoro della maestranza nasconde l’assenza di istruzione, esperienza e competenza dei lavoratori.

L’esperienza ci ha insegnato che i lavoratori di non storicità italiana applicano tariffe basse e sempre più frequente i committenti ovvero te che leggi, si lamentano a fine lavori del lavoro eseguito.

Per ovviare a queste problematiche e sintetizzare l’opinione di molti committenti vi abbiamo fatto una classifica delle cose da verificare prima di affidare i lavori ad una ditta o lavoratore autonomo:

Lavoratori di storicità italiana: in un cantiere bisogna parlare solo italiano perchè siamo in italia e se non ci si capisce si creano interferenze e danni tra i lavori. Molto spesso chi non è di storicità italiana non ha grandi titoli di studio e quindi poco performante soprattutto oggi dove le tecnoclogie si intercciano.

Storicità: ditte storiche, se una ditta è tanti anni che è presente sul mercato e non è fallita e rifalliata allora significa che ha clienti soddisfatti altrimenti sarebbe senza clienti e fallita.

Sito internet: verificare che la ditta abbia un sito web con informazioni dettagliate, la pagina facebbok e instagram non conferisce professionalità.

Aziende certificate ISO: se hanno la forza di potersi certificare allora hanno anche la forza organizzativa e tecnica di essere i miglioni nelle lavorazioni.


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Sito fai da te WordPress

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Come essere sicuri della qualità del legno strutturale per le case in legno

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Come Riconosco se il legno della mia casa in legno è buono? La risposta è complessa o meglio non esiste. Come puoi leggere sotto ti viene fornito un legnoche ha delle marchiature ma solo il tempo può dimostrarti se la tua casa in legno ha legno buono oppure no. Il legno è vittima di: umidità, incendio, batteri. Questi tre elementi lo degradano con tempistiche diverse: l’incendio immediatamente, umidità è batteri in modo lento e spesso non visibile. Il legno è una fibra in continua mutazione con il passare delle stagioni (caldo-freddo; umido-secco) e questo comporta deformazioni con il conseguente scricchiolio della struttura.

TUTTI i materiali da costruzione per essere idonei all’utilizzo in cantiere e nei lavori in generale devono essere provvisti della marchiatura CE. Teoricamente questa marchiatura attesta che il produttore ha svolto la produzione, le lavorazioni ed i test seguendo le regole vigenti.

Chi è responsabile del legno strutturale della casa in legno? In cantiere è responsabile in Direttore dei Lavori per l’accettazione dei materiali. Deve verificare la correttezza e veridicità della documentazione che accompagna il legno e la deve conservare e consegnare al committente. I controlli di accettazione sono regolati dal punto 4 della UNI/TR 11499.

Garanzia della casa in legno? Il direttore dei lavori deve consegnare al committente, padrone di casa, tutti i documenti di accettazione che accompagnavano la fornitura di legno strutturale quando è entrato in cantiere. I controlli di accettazione sono regolati dal punto 4 della UNI/TR 11499.
Come verificare la qualità del legno strutturale per le case in legno?
Controlla che ci siano presenti le seguenti marcature nella documentazione che accompagna la fornitura:

  • legno massiccio a sezione rettangolare, marcatura secondo EN 14081 obbligatoria da settembre 2012;
  • legno lamellare incollato, marcatura secondo EN 14080 obbligatoria da dicembre 2011;
  • pannelli a base di legno, marcatura secondo EN 13986 obbligatoria dall’aprile 2004.


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Principio di Sovrapposizione degli Effetti nei circuiti elettrici

Guida ed esercizio per calcolare le correnti di un circuito elettrico con il Principio di Sovrapposizione degli effetti


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Quali problemi ha il calcestruzzo e o cemento armato?

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Nell’immaginario collettivo profano il calcestruzzo o cemento armato è considerato il materiale da costruzione più resistente, solido, forte ed invincibile a tante condizioni non controllabili come il sisma, il vento e la pioggia. Ma non è prorpio così.

Per capire cosa vogliamo dire possiamo porre la seguente domanda:

Il calcestruzzo fornito è veramente quello che abbiamo richiesto? Come possiamo verificare che la mescola che paghiamo sia quella voluta?

Vengono fatte delle prove prelevando campioni di calcestruzzo fornito, ma non danno nessuna indicazione sulle ricette e sulla qualità dei componenti utilizzati che potrebbero degradare nel tempo. Ad esempio carbonatazione, riduzione dell’impermeabilizzazione, assorbimento di cloruri ed inquinanti.

La soluzione alle problematiche sopra indicate rimane, ad oggi, quella di selezionare ditte che hanno almeno la certificazione ISO 9001:2015 (ricordiamo che la ISO 9001:2008 è stata superata nel 2015 da una più efficiente). Con questa particolare certificazione l’azienda è obbligata a fornire una serie di documenti che dimostrano la qualità dei componenti e processi utilizzati per preparare il calcestruzzo.

Un approfondimento sul tema che fa riflettere è affrontato da Ingenio a questa pagina.


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Quanto dura una casa in legno?

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Le strutture in acciaio o in calcestruzzo sono per la loro natura estremamente più durevoli di una struttura in legno; infatti queste non degradano velocemente nel tempo se sono esposte agli agenti atmosferici. Per questa ragione è obbligatorio (non per legge) pianificare una ben precisa manutenzione della struttura. Anche le strutture in acciaio ed in calcestruzzo devono essere sottoposte a manutenzione ma sono operazioni più veloci e meno costose.

Per non degradare la struttura in legno occorre eseguire le seguenti operazioni:

  1. definirele parti di struttura sulle quali eseguire la manutenzione
  2. determinare i rischi a cui la struttura potrebbe andare incontro;
  3. programmare gli interventi necessari per mantenere sicura la struttura.

Quali sono gli elementi che degradano la struttura e la rendono non sicura strutturalmente?

  1. Biologici (muffe, tarli, insetti);
  2. fisici (umidità, raggi UV, termici);
  3. meccanici (sovraccarichi sulla struttura).

Per i primi due punti la soluzione è ricorrere a particolari vernici chimiche che proteggono la struttura, ma la potrebbero rendere non gradevole a chi cerca una struttura ecosostenibile. Il terzo punto si risolve stando attenti ai carichi che vengono posti sui solai.


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