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Author Archives: matteo

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Quali problemi ha il calcestruzzo e o cemento armato?

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Nell’immaginario collettivo profano il calcestruzzo o cemento armato è considerato il materiale da costruzione più resistente, solido, forte ed invincibile a tante condizioni non controllabili come il sisma, il vento e la pioggia. Ma non è prorpio così.

Per capire cosa vogliamo dire possiamo porre la seguente domanda:

Il calcestruzzo fornito è veramente quello che abbiamo richiesto? Come possiamo verificare che la mescola che paghiamo sia quella voluta?

Vengono fatte delle prove prelevando campioni di calcestruzzo fornito, ma non danno nessuna indicazione sulle ricette e sulla qualità dei componenti utilizzati che potrebbero degradare nel tempo. Ad esempio carbonatazione, riduzione dell’impermeabilizzazione, assorbimento di cloruri ed inquinanti.

La soluzione alle problematiche sopra indicate rimane, ad oggi, quella di selezionare ditte che hanno almeno la certificazione ISO 9001:2015 (ricordiamo che la ISO 9001:2008 è stata superata nel 2015 da una più efficiente). Con questa particolare certificazione l’azienda è obbligata a fornire una serie di documenti che dimostrano la qualità dei componenti e processi utilizzati per preparare il calcestruzzo.

Un approfondimento sul tema che fa riflettere è affrontato da Ingenio a questa pagina.


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Quanto dura una casa in legno?

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Le strutture in acciaio o in calcestruzzo sono per la loro natura estremamente più durevoli di una struttura in legno; infatti queste non degradano velocemente nel tempo se sono esposte agli agenti atmosferici. Per questa ragione è obbligatorio (non per legge) pianificare una ben precisa manutenzione della struttura. Anche le strutture in acciaio ed in calcestruzzo devono essere sottoposte a manutenzione ma sono operazioni più veloci e meno costose.

Per non degradare la struttura in legno occorre eseguire le seguenti operazioni:

  1. definirele parti di struttura sulle quali eseguire la manutenzione
  2. determinare i rischi a cui la struttura potrebbe andare incontro;
  3. programmare gli interventi necessari per mantenere sicura la struttura.

Quali sono gli elementi che degradano la struttura e la rendono non sicura strutturalmente?

  1. Biologici (muffe, tarli, insetti);
  2. fisici (umidità, raggi UV, termici);
  3. meccanici (sovraccarichi sulla struttura).

Per i primi due punti la soluzione è ricorrere a particolari vernici chimiche che proteggono la struttura, ma la potrebbero rendere non gradevole a chi cerca una struttura ecosostenibile. Il terzo punto si risolve stando attenti ai carichi che vengono posti sui solai.


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Posso trasformare il balcone in veranda fai da te e senza permessi del condominio?

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Posso trasformare il balcone in veranda fai da te e senza permessi del condominio?

I condomini non si possono opporre alla volontà di realizzare una veranda sul prorpio balcone/terrazzo. Ma possono richiedere la demolizione se non si rispettano due regole precise, leggi sotto.

Devo rispettare delle regole?

Si devi rispettare tre regole ben precise:

  1. la veranda non deve compromettere la stabilità dell’edificio;
  2. la veranda non deve modificare il decoro estetico ed architettonico dell’edificio;
  3. la veranda costruita non può essere diversa per geometria ed estetica a quella approvata dall’assemblea condominiale.

Come posso essere sicuro che il condominio non mi faccia rimuovere la veranda che ho costruito sul balcone?

Devi chiedere l’approvazione all’assemblea condominiale presentando un rendering del lavoro finito ed una relazione tecnica che la struttura non comprometta la stabilità dell’edificio. In caso contrario Un condomino può impugnare uno dei tre punti precedenti per chiedere la rimozione della veranda.

Devo chiedere dei permessi in comune per trasformare il balcone in veranda?

Se la veranda potrà ospitare persone o un divanetto allora non è più una pertinenza, ma comporta aumento di superficie ed occorre il permesso a costruire.

Cos’è una pertinenza?

E’ l’aticolo 817 del Codice Civile che definisce cos’è la pertinenza:

sono pertinenze le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un’altra cosa.
La destinazione puo’ essere effettuata dal proprietario della cosa principale o da chi ha un diritto reale sulla medesima.

Nelle civili abitazioni le pertinenze sono quelle classificate nelle categorie catastali C/2 (magazzini), C/6 (autorimesse) e C/7(tettoie).


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Convenzioni regolanti i rapporti tra il Ministero e le Società Concessionarie Autostradali

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Convenzioni regolanti i rapporti tra il Ministero e le Società Concessionarie Autostradali

Sul sito del Ministero delle Infrastrutture e trasporti (MIT) è disponibile il link con tutti gli atti delle convenzioni in essere con le società di gestione delle autostrade italiane grazie alla volontà di trasparenza del Ministro Toninelli.

Link alle convenzioni delle autostrade italiane CLICCA QUI.

 

 


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Acquistare casa cosa devo sapere?

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Devo acquistare casa come faccio a sapere se il prezzo è giusto?

I fattori che influenzano l’acquisto della casa sono prevalentemente estetici: le rifiniture, la geometria degli ambienti ed i colori dei pavimenti e delle pareti pareti. Da dopo il 2010 però occorre valutare la casa anche dal punto di vista tecnico.

Cosa significa valutare l’acquisto della casa dal punto di vista tecnico?

Tu che acquisti la casa devi richiedere:

  1. Visura e planimetria catastale
    1. la visura catastale, che contiene i nominativi dei titolari intestatari dell’immobile, i metri quadri, la particella identificativa, la destinazione di uso dei locali
    2. la planimetria catastale è il disegno della casa, come sono disposti i locali e i muri. Serve a vedere se il reale è diverso da quello dichiarato al catasto
    3. la visura ipotecaria per vedere se sulla casa pende un’ipoteca
  2. Titolo edificatorio abilitativo
  3. Certificato di destinazione urbanistica
  4. Certificato di agibilità o abitabilità
  5. Regolamento di condominio ed eventuale dichiarazione di pagamento regolare delle spese (se si tratta di abitazione in condominio)
  6. Contratto di locazione
  7. Contratto di mutuo
  8. La presenza della documentazione tecnica:
    1. schemi di progettazione e planimetrie (per opere vecchie fatte prima degli anni ottanta spesso non è presente nulla);
    2. schemi dell’impianto elettrico e dei quadri elettrici presenti;
    3. schemi dell’impianto di riscaldamento e libretto di caldaia;
  9. La classe energetica (APE Attestato Prestazione Energetica)
  10. Il tipo di impianto elettrico  L1, L2, L3
  11. Tipo di involucro: con cappotto o se è cappottabile, questo è un aspetto importante e si evidenzia dal  punto 2
  12. La presenza di sistemi di trattamento dell’acqua
  13. Il sistema di condizionamento degli ambienti
  14. Il sistema di irrigazione se è presente un giardino
  15. Impianto di allarme
  16. Sistemi domotici

Se l’agenzia immobiliare o il privato non presta importanza ad uno di questi punti quando tu li affronti, significa che potrebbe nascondere qualcosa ed allora ti consigliamo di indagare più a fondo per non avere sorprese dopo l’acquisto con costose manutenzioni da fare.

Queste caratteristiche ti permettono di trattare sul prezzo se non fossero presenti e danno più valore alla casa che acquisti. Con questi impianti la casa ha un costo maggiore, ma se ne fosse sprovvista puoi trattare sul prezzo di acquisto. Vediamo in dettaglio gli aspetti più importanti.

La Classe Energetica (APE)

Per legge alcune costruzioni (non tutte, ma gli edifici di civile abitazione SI), devono possedere un documento che si chiama Attestato di Prestazione Energetica ovvero quanta energia consuma il mio edificio in un anno. In base a quanta energia l’edificio consuma si ha una classificazione che va dalla lettera A alla G. Se la casa è in classe A consuma poca enegia, se invece la classe è G allora spenderai molto. L’energia costa e quindi se il mio edificio consuma tanta energia avrò problemi e spese per l’acquisto di acqua, luce e GAS. Se devi acquistare una casa costruita prima del 2010 (anno di comodo per stabilire un limite) sicuramente la classe energetica sarà intorno a G e quindi rispetto ai nuovi edifici in classe A o B comprerai una casa obsoleta da un punto di vista energetico. Questa caratteristica ti permetterà di trattare sul prezzo. Se invece acquisti una casa nuova in classe A, il costruttore giocherà su questa caratteristica per chiederti più soldi perchè la casa dal punto di vista tecnico è innovativa e ti farà risparmiare tanti soldi alla fine dell’anno quando considererai il totale delle bollette di luce, acqua e Gas.

Il tipo di impianto elettrico

La norma di riferimento è la CEI 64-8 7° edizione del 2012 (qui ci riferiamo agli impianti residenziali). Questa norma definisce le prestazioni che deve avere l’impianto elettrico e lo classifica in tre livelli diversi L1, L2 ed L3. L1 sono impianti tradizionali, economici senza tante pretese da parte del cliente; L2 sono impianti leggermente più costosi perchè prevedono più prese e più selettività in caso di guasto (selettività in caso di guasto: se c’è un guasto solo l’elemento guasto viene disalimentato e le alre utenze continuano a funzionare); L3 è prevista anche la domotica e l’impianto elettrico è più complesso e prevede maggiori confort funzionali. Se acquisti un’abitazione che è stata costruita prima del 2012 sicuramente l’impinato è a norma, ma sicuramente obsoleto e quindi puòi trattare sul prezzo. Sarà un impianto non selettivo, con poche prese e senza domotica. Chiaramente potresti rifare l’impianto elettrico per renderlo conforme ad uno dei tre livelli che la nuova norma prevede, ma le opere legate a questo intervento sono costose. Per quanto riguarda la sicurezza degli impianti non ti devi preoccupare perchè nella vendita il notaio verifica che tutta la documentazione sia presente e rispetti la Legge in vigore. Non acquisterai una casa con problemi di sicurezza elettrica.

Trattamento dell’acqua

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Come risolvere i circuiti elettrici con i principi di Kirchhoff

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Come risolvere i circuiti elettrici con i principi di Kirchhoff?

A pagina 2 seguire i punti da 1 a 10 per scrivere le equazioni.

Esercizi svolti sui principi di Kirchhoff


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Impianto di condizionamento

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Cos’è un impianto di condizionamento dell’aria?

L’impianto di condizionamento sottrae calore all’ambiente e quindi lo raffredda. Un effetto fisico è la produzione di condensa, questo fenomeno è lo stesso che si ha quando si toglie dal frigorifero una bottiglia d’acqua in estate e si mette sul tavolo. All’esterno della bottiglia l’aria calda condensa perche a contatto di una superficie fredda, si formano le “goccioline”

Quali lavori devo fare per installare un impianto di condizionamento?

L’impianto di condizionamento è costituito da due unità: una interna ed una esterna. L’unità esterna viene installata all’esterno dell’edificio, l’unità interna viene installata nell’ambiente da raffreddare. Le due unità sono collegare elettricamente e con due tubi in rame di 3/8 e 1/4 di pollice. All’unità interna va collegato anche un tubo in corrugato per lo scarico della condensa che deve finire all’esterno. Questi collegamenti vengono installati sotto traccia o su canale di opportune dimensioni.

Qual’è la distanza massima consentita tra unità interna ed esterna?

E’ bene che l’unità interna ed esterna siano molto vicine tra loro per limitare i lavori di installazione e di perdite termiche se i tubi in rame hanno gli isolanti standar economici. L’isolante di questi tubi se esposti ai raggi solari e agli sbalzi climatici si usurano velocemente.

Dove deve mettere lo scarico della condensa?

Se c’è uno scarico vicino è possibile, attraverso un sifone (per eliminare i cattivi odori), collegare il tubo dello scarico della condensa alla fognatura dell’acque chiare o nere. La condensa è vapore acqueo presente nell’aria che condensa. Se non c’è uno scarico vicino si può lasciare scaricare la condensa su un terrazzo, un tetto o comunque all’esterno dell’edificio.

Devo rispettare delle posizioni ben precise?

L’unità esterna può essere installata in qualsiasi punto esterno dell’edificio (rispettare eventuali vincoli architettonici imposti dal Comune). L’unità interna è bene installarla in modo che il flusso di aria fredda non colpisca direttamente le persone che abitano gli ambienti di solito nelle parti alte delle pareti. Per la distanza dal soffitto o da oggetti occorre leggere il manuale del costruttore.

Lo scarico della condensa deve essere installato con pendenza decrescente dall’unità interna all’esterno dove scarica. Se per sbaglio il tubo in un punto fosse più alto del punto di attacco sull’unità interna sarà impossibile lo scarico naturale.

Lo scarico della condensa non scarica cosa devo fare?

Se per qualsiasi motivo il tubo di scarico dovesse scaricare in un punto più alto rispetto all’unità interna alla quale è collegata è possibile utilizzare particolari pompe per lo scarico.

Come installare un impianto di condizionamento?

Se hai un po’ di manualità puoi installare in modo autonomo l’impianto di condizionamento seguendo anche il manuale di installazione fornito. Ci sono quattro passaggi che meritano attenzione e che vanno eseguiti con precisione.

  1. La realizzazione della cartella sul tubo in rame che deve far tenuta sui raccordi presenti nell’unità esterna ed interna. ci vuole un opportuno strumento.
  2. Utilizzare la pompa a vuoto per eseguire il vuoto nel circuito costituito dai due tubi in rame che collegano le due unità. Questo per togliere l’aria e far in modo che il gas tecnico occupi tutto il volume del sistema di distribuzione.
  3. Verificare la tenuta dell’impianto ed essere certi che il gas non si disperda.
  4. Dimensionamento delle conduttore elettriche in base alla posa e sistemi di protezione automatica coordinati alla portata del cavo elettrico.

Cartellatrice

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Case in legno: problema ecocompatibilità

La deforestazione è dovuta a:

  • utilizzo del legno come combustibile
  • creare nuove terre coltivabili
  • domanda di legno pregiato
  • costruzione di case in legno

Fortunatamente la domanda di case in legno è molto limitata grazie ai problemi che questa tecnologia possiede, ma se si passasse alla completa realizzazione di edifici in legno cosa succederebbe alle foreste? Il legno non è riciclabile come il cemento che viene utilizzato nei cementifici oppure l’acciaio che viene rifuso nelle acciaierie.

Quando acquisti una casa in legno sei consapevole che sono stati abbattuti tanti alberi.

 


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Casi di esclusione dall’obbligo di dotazione dell’APE

Casi di esclusione dall’obbligo di dotazione dell’APE

Sono esclusi dall’obbligo di dotazione dell’attestato di prestazione energetica i seguenti casi:

a) i fabbricati isolati  con una superficie utile totale inferiore a 50 metri quadrati   (art. 3, c. 3, lett. d) del decreto legislativo);

b) edifici industriali e artigianali quando gli ambienti sono riscaldati o raffrescati per esigenze del processo produttivo o utilizzando reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili (art. 3, c. 3, lett. b) del decreto legislativo) ovvero quando il loro utilizzo e/o le attività svolte al loro interno non ne prevedano il riscaldamento o la climatizzazione;

c) gli edifici agricoli, o rurali,  non residenziali, sprovvisti di impianti di climatizzazione (art. 3, c. 3, lett. c) del decreto legislativo);

d) gli edifici che risultano non compresi nelle categorie di edifici classificati sulla base della destinazione d’uso di cui all’articolo 3, D.P.R. 26.8.1993, n. 412, il cui utilizzo standard non prevede l’installazione e l’impiego di sistemi tecnici, quali box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi, (art. 3, c. 3, lett. e) del decreto legislativo).
L’attestato di prestazione energetica è, peraltro, richiesto con riguardo alle porzioni eventualmente adibite ad uffici e assimilabili, purché scorporabili ai fini della valutazione di efficienza energetica (art. 3, c. 3-ter, del decreto legislativo);

e) gli edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose, (art. 3, c. 3, lett. f) del decreto legislativo);

f) i ruderi, purché tale stato venga espressamente dichiarato nell’atto notarile;

g) i fabbricati in costruzione per i quali non si disponga  dell’abitabilità o dell’agibilità al momento della compravendita, purché tale stato venga espressamente dichiarato nell’atto notarile. In particolare si fa riferimento:
agli immobili venduti nello stato di “scheletro strutturale”, cioè privi di tutte le pareti verticali esterne o di elementi dell’involucro edilizio;
agli immobili venduti “al rustico”, cioè privi delle rifiniture e degli impianti tecnologici;

l) i manufatti, comunque, non riconducibili alla definizione di edificio dettata dall’art. 2 lett. a) del decreto legislativo (manufatti cioè non qualificabili come “sistemi costituiti dalle strutture edilizie esterne che delimitano uno spazio di volume definito, dalle strutture interne che ripartiscono detto volume e da tutti gli impianti e dispositivi tecnologici che si trovano stabilmente al suo interno”)
(ad esempio: una piscina all’aperto, una serra non realizzata con strutture edilizie, ecc.).

In sintesi sono quindi esclusi dall’obbligo di APE:

  • edifici adibiti a luogo di culto;
  • fabbricati agricoli non adibiti a residenza e non climatizzati;
  • capanni, piscine, gazebo, legnaie, portici o qualsiasi struttura marginale o non riconducibile alla definizione di edificio;
  • fabbricati privi di parti di involucro edilizio (allo stato di scheletro strutturale);
  • edifici inagibili o non utilizzabili in nessun modo, che quindi non comportano un consumo energetico;
  • fabbricati privi di serramenti, finiture e impianti tecnologici (allo stato di rustico);
  • fabbricati isolati con superficie utile minore di 50mq;
  • fabbricati di servizio e non destinati alla permanenza prolungata, che quindi non devono garantire comfort abitativo (garage, locali tecnici, stalle cantine, depositi ecc.);
  • fabbricati industriali e artigianali riscaldati per esigenze particolari o climatizzati tramite la combustione di scarti di produzione non altrimenti utilizzabili.

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APP Rifasamento 01/2016

Vuoi calcolare comodamente la potenza del quadro di rifasamento per risparmiare energia ed alleggerire la bolletta dell’ENEL.

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